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Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri - 9788817052108
di Giampaolo Pansa edito da Rizzoli, 2011
- Prezzo di Copertina: € 20.00
- € 19.00
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Informazioni bibliografiche del Libro
- Titolo del Libro: Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri
- Autore: Giampaolo Pansa
- Editore: Rizzoli
- Collana: Rizzoli best
- Data di Pubblicazione: 2011
- Genere: scienze sociali
- Argomenti : Italia contemporanea Povertà Italia-Storia
- Pagine: 343
- Dimensioni mm: 220 x 0 x 30
- ISBN-10: 8817052108
- ISBN-13: 9788817052108
Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri: “C’è una paura nuova che leggo negli occhi di molte persone. È il timore di ritornare poveri, di andare incontro a un futuro difficile, di non sapere quale sarà il destino dei figli. Qualche anno fa, non era così. Ma in questo 2011 tutto è cambiato in peggio. La grande crisi economica e finanziaria ci ha messi di fronte a una realtà che nessuno immaginava: la nostra società è fragile e il benessere che abbiamo conquistato potrebbe svanire. Torneremo poveri come erano i nostri genitori e i nonni? Questa incognita mi ha spinto a ricordare l’epoca che ha visto nascere e crescere fra mille stenti mia nonna Caterina Zaffiro e mio padre Ernesto, uno dei suoi figli...“. Torna Giamapolo Pansa. E racconta l’Italia e una paura che credevamo dimenticata: la povertà. Storie di quello che siamo stati, e di ciò che saremo. Un monito per i nostri tempi e una riflessione sulla nuova povertà economica e di valori: “Veniamo quasi tutti da famiglie umili. I nonni, i padri e le madri hanno fatto vite orribili, iniziando a faticare da bambini. Erano coraggiosi e sono stati capaci di combattere con dignità per non morire di fame e costruire un avvenire migliore per i figli” --- “Voglio ricordare l’epoca che ha visto nascere e crescere fra mille stenti mia nonna Caterina Zaffiro e mio padre Ernesto, uno dei suoi figli. Lei era nata nel 1869 nella Bassa vercellese, in una famiglia di contadini strapelati. Andata in sposa a un bracciante altrettanto misero, Giovanni Pansa, rimase vedova a 33 anni, con sei bambini da sfamare. È la sua vita tribolata a farmi da guida nel racconto dell’Italia fra l’Ottocento e il Novecento, quello che il lettore troverà in Poco o niente. Era un mondo feroce, dove pochi ricchi comandavano, decidevano tutto e si godevano le figlie dei miserabili. I poveri erano tantissimi, venivano messi al lavoro da piccoli, poi l’ignoranza li spingeva a comportarsi da violenti. Anche con le loro donne, costrette a partorire un figlio dopo l’altro, oppure ad abbandonare una famiglia brutale diventando prostitute. Le campagne succhiavano il sangue dei braccianti, condannati a patire la fame. Le città erano un inferno, in preda al colera, alla malaria, al vaiolo, alla pellagra. Torme di bambini cenciosi vivevano sulla strada mendicando. I bordelli prosperavano e il sesso nascosto trionfava. Dietro un ordine apparente, covava il grande disordine che sarebbe sfociato nella prima guerra mondiale.
Fu allora che si consumò il massacro dei poveri in divisa, vissuto anche da mio padre Ernesto, arruolato a 18 anni. Un macello destinato a concludersi con una contesa rabbiosa tra rossi e neri, chiusa dall’avvento del fascismo. Poco o niente è il ritratto del nostro passato e un monito per il futuro che ci attende, pieno di incognite. Ci farà tremare e sorridere, perché la vita è fatta così.”
"There is a fear that many people can see it in your eyes. Is the fear of returning poor, to undergo a difficult future, of not knowing what will be the fate of the children. A few years ago, it wasn't so. But in this 2011 everything has changed for the worse. The big economic and financial crisis has put us in front of a reality that no one imagined: our society is fragile and the well-being that we conquered might fade. We return poor as were our parents and grandparents? This question prompted me to remember the era that saw the birth and grow among a thousand hardships my grandmother Catherine Sapphire and father Ernesto, one of his sons ... ". Back Giamapolo Pansa. And tells the Italy and a fear that we thought forgotten: poverty. Stories of what we were, and what we will be. A warning for our times and a reflection on the new economic and poverty of values: "we are almost all from humble families. Grandparents, fathers and mothers have done horrible lives, starting to sweat as children. They were brave and were able to fight with dignity to avoid starvation and build a better future for their children "--" I want to remember the era that saw the birth and grow among a thousand hardships my grandmother Catherine Sapphire and father Ernesto, one of his sons. She was born in 1869 in lower vercellese, in a peasant family strapelati. Married to a farmhand equally miserable, Giovanni Pansa, was widowed in 33 years, with six children to feed. His life is troubled to be my guide in the narrative of Italy between the nineteenth and twentieth centuries, what the reader will find little or nothing. He was a fierce world, where a few rich commanded, they decided everything and were enjoying the daughters of the wretched. The poor were many, were put to work as children, then ignorance prompted them to behave as violent. Even with their women, forced to give birth to a son after the other, or to abandon a brutal family becoming prostitutes. The campaigns they sucked the blood of laborers, condemned to go hungry. The cities were hell, prey to cholera, malaria, smallpox, pellagra. Torme of ragged children living on the street begging. Brothels thrived and sex hidden triumphed. Behind an apparent order, smoldered the big mess that would have led to the first world war.
It was then that was consumed the slaughter of the poor in uniform, also lived by my father, Ernesto, enlisted at 18 years. A slaughterhouse due to end with a dispute raging between black and red, closed by the rise of fascism. Little or nothing is the portrait of our past and a warning for the future that awaits us, full of unknowns. Will make us tremble and smile, because life is like that. "
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