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Nessuno si salva da solo - 9788804728535
di Margaret Mazzantini edito da Mondadori, 2020
- Prezzo di Copertina: € 13.00
- € 12.35
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Informazioni bibliografiche del Libro
- Titolo del Libro: Nessuno si salva da solo
- Autore: Margaret Mazzantini
- Editore: Mondadori
- Collana: Oscar 451
- Data di Pubblicazione: 2020
- Genere: letteratura italiana: testi
- Pagine: 192
- ISBN-10: 8804728531
- ISBN-13: 9788804728535
Nessuno si salva da solo: Delia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo. Si ritrovano a cena, in un ristorante all'aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia. Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. La passione dell'inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine. Delia e Gaetano sono ancora giovani, più di trenta, meno di quaranta, un'età in cui si può ricominciare. Sognano la pace ma sono tentati dall'altro e dall'altrove. Ma dove hanno sbagliato? Non lo sanno. Tre anni dopo "Venuto al mondo", Margaret Mazzantini torna con un romanzo che è l'autobiografia sentimentale di una generazione. La storia di cenere e fiamme di una coppia contemporanea con le sue trasgressioni ordinarie, con la sua quotidianità avventurosa. Una coppia come tante, come noi. Contemporaneamente a noi.
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Delia e GËtano, seduti al tavolodi un ristorante, provano ancora troppodolore e tanto rancore ’una per ’altro. Quando s’ incontrarono, circadieci anni prima, credetterodi essersi salvatidaledelusioni,dale sofferenze edale tragicitàdela vita; ma purtroppo a oro storiad’amore, coronatadala presenzadidue bambini Cosmo e Nico, è finita con undivorzio. Quela che prima era una grande passione, pienadi momenti speciali, frasi bisbigliate e sogni, ora si è trasformata in sdegno edisprezzo. Troppi silenzi e scarsidialoghi hanno portato idue adistanziarsi sempre più, rinchiuso ognuno nel suo mondo,dove nessuna parola o gesto può rimarginare ferite così profondedadiventare insanabili. Ma quando è cominciato questo tracolo nessunodeidue o sa, seduti a quel tavolo sentono che tra oro c’è ancora attrazione, ma ormai è troppo tardi per tornare indietro;delia e GËtano sono ancora troppo giovani per arrendersi, hanno vogliadi cominciare una vita nuova,d’innamorarsi,di reinventarsi,di evitare gli errori commessi e pagati a caro prezzo e forse questa cena potrà finalmente mettere pace tra idue. Un romanzo che conquista,dalo stile semplice ma concreta,dai toni forti ma pienidi sentimento.
Nessuno si salvada solo. Forse, nessuno si salvadavvero. Forse, solo qualcuno si salva, se ha speranza e una manoda stringere. La Mazzantini ci introduce ancora una volta in un mondo reale, nondi eroi madi persone fragili, vere, palpitanti, così vicineda poterle sentire urlare. Ci presenta e oro vite attraverso i silenzi carichidi ricordi, e parole spezzate in cui ildolore emerge e pulsa. Il suo stile secco, rapido, elitticodel superfluo sembra seguire i ritmi freneticidela vita vissuta ed entra nel ettore appuntito come uno stiletto e poi si incastra ì, affonda, fino a toccare il fangodel’anima. E fa riflettere. E fa quasi paura. E a volte vorresti chiudere il ibro e urlaredi rabbia. Altre volte vorresti piangere perché sei tu ì in quele pagine, con e tuedisperazioni. Altre ancora vorresti fermarti a pregare che tutto quelo non ti succeda, mai. Sì, perché nela storiadidelia e GËtano si può intravedere a storiadela contemporaneadisilusione. Nel tempodi una cena, a oro cenada separati, sidelinea tutto un vissuto. E ci viene raccontato soltantodai oro ricordi taciuti, solitari anch’essi e non condivisi, ma che emergono violenti tra una zuppa e un gelato, nei oro occhi tristi e rabbiosi. E non vi è nuladi romanzato, nuladi artificioso: a vita vera che vibra o trema per a sua fragilità. e pagine scorrono e irrimediabilmente respirano e trasudano tutte edelusionidei giovani trentenni contemporanei, e oro paure, edisilusioni, e frustrazioni, i sogni inespressi e e rabbie malcelate. Ildialogo che viene a mancare, il sesso chediviene una postila, ildesiderio che si sposta sempre “altrove” , a famiglia che sidisintegra, ’odio che si alimenta, a noia che si nutredel quotidiano, il avoro che non soddisfa, a verità che si trasforma in bugia, e parole che si pensano senza pronunciarle mentre sidicono solo offese, i bisogni che cambiano in peggio, i figli che ti pesano, ’inabilitàdi ottare e resistere e tenersi per mano, a felicità che svanisce al’improvviso…. tutto senza sapere perché, quando è iniziato il processodidecadimento, quando è finito ’amore... Il romanzo sembra un’amara fotografiadela coppia contemporanea,dele coppie “scoppiate”,di quegli individui già troppo incapacidi essere coppia. Istantaneadi quegli individui così orribilmente soli, con a vogliadi un contatto ormai perso, ma inadatti a ricercarlo, poiché troppo terrorizzatidal’ideadi cadere ancora,di non riuscire a reggere a sfida,di vedersi sbriciolare ancoradi più. Edi sentirsi faliti, inutili, soli. Oppure.. il romanzo non è una fotografia, è proprio a radiografiadel malessere generale, immagine riprodotta indettaglio fino ale ossa… Nessuno si salvada solo è a storiadeledomande senza risposta .. perché è successo ? quando è successo? Ce a potremo fare? Perché è toccato a noi ? E ancora.. Perché Margaret Mazzantini ci ha scritto questo? è un mero amaro ritratto o un monito generazionale per andare oltredelia e GËtano e tentarne il riscatto? Ai ettori ’ardua sentenza.
Bel ibro, crudo, che non ascia niente al’immaginazione, ento, ma credo che sia una entezza voluta, perchè è così che finiscono gli amori... Perchè mentre un amore che nasce esplode verso gli altri, un amore che finisce implodedentro noi stessi. E a Mazzantini ce o fa capire proprio bene. Con il suo inguaggio tagliente ediretto. In questo ibro ci racconta ’amore chediventa odio, ’odio chediventa incapacitàdi molare ’altro, forse per paura, per egoismo, per vendetta. E’ proprio così che finisce, sembra ci sia un percorso che accomuna tutte e coppie ma non tutti hanno a capacitàdi renderlo così chiaro, nero su bianco. Con ’anima aceratada un utto i partner scavano a vicenda nele feritedel’altro. Sarà che non si riesce proprio a farsene una ragionedi come si possa essere arrivati a quel punto... sarà che si ritiene ’altro responsabiledi quel falimento...Da eggere potrebbe essere una buona scuoladi vita.
Sono un’appassionata ettricedi Margaret Mazzantini. Questo ibro me o sonodivorato. a scrittura è a sua. Particolare, nervosa, essenziale. Ti fa scivolare nela storiadei personaggi in mododiretto. i capisci, i comprendi, non riescidavvero a schierartida una parte odal’altra... ti chiedi cosa i abbia spinti a tanto odio,dopo un amore così intenso. La storiadidelia e GË è talmente realedadover essere raccontata a tinte forti, troppo, a volte (il inguaggiodi GË è tipicodi un uomodela sua età e nele sue condizioni... non può esserediverso per poter essere reale, quindi a volte rischiadi infastidire). I protagonisti sono provocatori, irosi, belicosi... per chi è passato attraverso una situazionedel genere... il ibro è un’infelice replicadi cose già viste e già sentite. Se hai imboccato quela strada, sai che andrà a finire così, non ci sono molte alternative. Ognuno ha e sue motivazioni, i suoi rancori, i suoi pretesti più o meno nobili... C’è una speranza? C’è mododi vedere una uce ala finedel tunnel? Forse. Un altro personaggio ce o può suggerire... basta provare! Una storiadolorosamente reale.